La notifica degli accertamenti dei tributi locali può avvenire:

A mano: ovvero a mezzo del messo comunale. Il messo comunale consegna l’atto al contribuente, inteso come persona fisica o giuridica (in questo caso nella persona del suo legale rappresentante). L’atto può essere consegnato direttamente al destinatario dell’atto, ovvero ad altra persona purchè “qualificata” a ricevere l’atto. Salvo il caso di consegna dell’atto o dell’avviso in mani proprie, la notificazione deve avvenire presso il domicilio fiscale del destinatario. Il messo comunale fa sottoscrivere al consegnatario l’atto o l’avviso ovvero indica i motivi per i quali il consegnatario non ha proceduto alla sottoscrizione. Qualora invece il consegnatario non sia il destinatario dell’atto o dell’avviso, il messo consegna o deposita la copia dell’atto da notificare in busta che provvede a sigillare e su cui trascrive il numero cronologico della notificazione, dandone atto nella relazione in calce all’originale e nella copia dell’atto stesso. Sulla busta non devono essere apposti segni o indicazioni dai quali possa desumersi il contenuto dell’atto. Il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta e il messo dà notizia dell’avvenuta notificazione dell’atto o dell’avviso a mezzo di lettera raccomandata. In assenza di ulteriori specificazioni da parte della norma di legge, la raccomandata in questione deve intendersi una raccomandata semplice e non con avviso di ricevimento (1). Si precisa che l’iter da ultimo richiamato trova applicazione però nel solo caso di notifica a persona fisica e non a persona giuridica.


A mezzo posta raccomandata: avvalendosi del servizio postale, con ricevuta di ritorno. In tale ipotesi nella relazione di notificazione sull’originale e sulla copia dell’atto, deve farsi menzione dell’ufficio postale per mezzo del quale si spedisce la copia del destinatario in piego raccomandato con avviso di ricevimento. La notifica si perfeziona, per il soggetto notificante, al momento della consegna del plico all’Ufficiale giudiziario e, per il destinatario, dal momento in cui lo stesso ha legale conoscenza dell’atto.


A mezzo pec: l’atto viene inviato al contribuente all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da INI-PEC per imprese e professionisti, da INAD per soggetti privati ovvero all’indirizzo comunicato all’Ente.


Le difficoltà più frequenti nel procedimento di notifica

La notifica a soggetto irreperibile
Uno degli ostacoli più frequenti in cui si può incorrere durante l’iter di notifica è l’irreperibilità del contribuente.
Una volta verificata l’esattezza dell’indirizzo del destinatario, consultando i registri anagrafici comunali, il registro delle residenze presso le altre autorità governative, le informazioni registrate dall’Agenzia delle Entrate, è necessario distinguere l’ipotesi dell’irreperibilità relativa da quella dell’irreperibilità assoluta.

L’irreperibilità relativa
L’irreperibilità relativa si verifica qualora l’indirizzo del destinatario sia conosciuto ma né quest’ultimo, né altro soggetto possibile consegnatario, sia stato trovato all’indirizzo. In tale ipotesi la notifica deve avvenire ai sensi dell’art. 140 c.p.c.
La norma in questione così recita: “Se non è possibile eseguire la consegna per irreperibilità o per incapacità o rifiuto delle persone indicate nell'articolo precedente, l'ufficiale giudiziario deposita la copia nella casa del comune dove la notificazione deve eseguirsi, affigge avviso del deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell'abitazione o dell'ufficio o dell'azienda del destinatario, e gliene dà notizia per raccomandata con avviso di ricevimento”.
Il procedimento notificatorio disciplinato dell’art. 140 c.p.c. è particolarmente articolato e prevede i seguenti step:

1. deposito di copia dell’atto nella casa del comune ove la notifica deve eseguirsi;
2. affissione dell’avviso di deposito in busta chiusa e sigillata alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario;
3.comunicazione al destinatario a mezzo raccomandata a.r. dell’avvenuto deposito nella casa comunale;
4.ricevimento della lettera raccomandata informativa o, comunque, decorso di dieci giorni dalla data di spedizione della raccomandata informativa.

È solo con quest’ultimo adempimento che la notifica nei confronti del destinatario dell’atto si perfeziona.
È importante ricordare che l’avviso di ricevimento, assolvendo alla funzione di verifica che l’atto sia pervenuto nella sfera di conoscibilità del destinatario, deve sempre essere allegato all’atto notificato. In sua mancanza, la notifica risulta nulla e tale nullità potrà essere sanata solo dalla eventuale costituzione del destinatario in causa.
Analoghi adempimenti gravano sull’agente postale allorché la notifica sia avvenuta appunto a mezzo posta. 
In ipotesi di irreperibilità relativa, l’agente postale invia una comunicazione di avvenuto deposito presso l’ufficio postale a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento. Trascorsi dieci giorni dalla data di spedizione della raccomandata, senza che il destinatario abbia ritirato l’atto in giacenza, la notifica si intende perfezionata per "compiuta giacenza" e l'avviso di ricevimento della raccomandata che contiene l'atto viene restituito al mittente.
Qualora il destinatario provveda al ritiro entro il termine di dieci giorni, la notifica si perfeziona il giorno del ritiro. Quindi, entrambi gli avvisi di ricevimento, sia quello della comunicazione di deposito sia quella del plico che contiene l'atto, vengono restituiti al soggetto che ha richiesto la notifica. La busta contenente l’atto da notificarsi rimane depositata per sei mesi presso l'ufficio postale: se anche in questo lasso di tempo il destinatario non provvede al ritiro, il plico viene restituito al mittente.

L’irreperibilità assoluta
Si ha invece irreperibilità assoluta qualora il messo notificatore non reperisca il contribuente nemmeno dopo aver effettuato più approfondite ricerche nel comune dove si trova il domicilio fiscale del contribuente. Il contribuente risulta pertanto trasferito in luogo sconosciuto. 
In questa circostanza, l'avviso del deposito prescritto dall'art. 140 del codice di procedura civile, deve essere affisso, in busta chiusa e sigillata nell'albo del comune dell’ultima residenza nota e la notificazione, ai fini della decorrenza del termine per ricorrere, si ha per eseguita nell'ottavo giorno successivo a quello di affissione (art. 60, lettera e), dpr n. 600/73).

In extremis, quando tutti i tentativi di notifica falliscono, l’ente locale può chiedere l’autorizzazione al capo dell’ufficio giudiziario davanti al quale si procede a notificare l’atto per mezzo di pubblicazione su Gazzetta Ufficiale e nel Foglio degli Annunci Legali delle province dove risiedono i destinatari.

La notifica a residenti AIRE
Un’altra fattispecie problematica è quella del contribuente-destinatario cittadino italiano ma residente all’estero e quindi iscritto all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’estero).
La criticità è data dal fatto che tali soggetti possono non avere un recapito fisico in Italia.
Se i contribuenti in questione sono titolari di un indirizzo pec la questione può essere facilmente risolta; in diversa ipotesi, possono essere consultati i registri anagrafici per identificare l’indirizzo di residenza all’estero. A questo punto può essere trasmessa una raccomandata internazionale. 
In ogni caso, per poter dare prova della compiuta notifica, sarà necessaria una conferma di ricezione dell’atto da parte del contribuente. 

La notifica agli eredi del debitore
Un caso particolare è quello della notifica di atti tributari riferiti a soggetti deceduti.
Presupponendo che il comune sia venuto a conoscenza del decesso del soggetto residente, la questione che ci si pone è come notificare gli atti agli eredi, soprattutto qualora questi siano più di uno. 


Astrattamente le strade potrebbero essere due: 

eseguire un'unica notifica presso un solo erede, facendo a questi richiesta dell’intero importo dovuto, in applicazione del principio della responsabilità solidale degli eredi e salvo il diritto di regresso “interno” tra di essi;
eseguire una notifica per ciascun erede avanzando richiesta pro quota.
Si aggiunge poi la questione dell’indirizzo presso cui eseguire la o le notifiche.
In proposito, la norma che viene in soccorso è l’art. 65 dpr n. 600/73 che la Corte di Cassazione, con sentenza n. 15437/2019, ha dichiarato applicabile anche in materia di tributi locali.
In primo luogo il comma 2 della citata norma prevede che “Gli eredi del contribuente devono comunicare all'ufficio delle imposte del domicilio  fiscale del dante causa le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale”; quindi, con l’ultimo comma dispone che “La  notifica degli  atti intestati al dante causa può essere effettuata agli eredi impersonalmente e  collettivamente nell'ultimo domicilio  dello stesso ed è efficace nei confronti degli eredi che, almeno  trenta giorni prima, non abbiano effettuato la comunicazione di cui al secondo comma”.
L’art. 477, c.2, c.p.c. precisa inoltre che tale notifica impersonale e collettiva agli eredi deve avvenire entro un anno dalla morte del de cuius. 

Gli eredi hanno pertanto l’obbligo di comunicare agli uffici finanziari competenti - rispetto al domicilio fiscale del de cuius - le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale. Tale comunicazione non può essere sostituita né dalle indicazioni contenute nella dichiarazione dei redditi presentata dall'erede né da quelle inserite nella dichiarazione di successione.
In presenza di tale comunicazione l’ente potrà procedere a più notifiche, una per ciascun erede, individualmente e nominativamente.
In difetto, il Comune sarà costretto a procedere impersonalmente e collettivamente, nei confronti di tutti gli eredi, nell'ultimo domicilio del defunto.
L’interesse degli eredi a comunicare generalità e domicilio è dunque evidente, essendo l’unico modo per evitare che uno solo sia chiamato a rispondere per tutti e per l’intero.

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